Chiesa del Carmine

[chiesa di Santa Chiara]

La Chiesa del Carmine (chiesa di Santa Chiara) si trova ai piedi del Castello Malaspina nei pressi delle mura del 400, e vicino alla non più esistente chiesa di San Giacomo. Fu fondata nel 1554 da Taddea Malaspina, figlia di Alberico Antonio II Malaspina, che qui venne sepolta, nei pressi di Porta S. Jacopo (XIV-XVI secolo). Con la sua facciata arricchita da un pronao a tre arcate , la chiesa inaugura una nuova tipologia di architettura religiosa a Massa che sarà poi ripresa in altri edifici nel secolo successivo. Dall'ingresso loggiato si giunge all'interno di un piccolo atrio sovrastato dal coro. Attraverso un'arcata si accede all'aula di modeste dimensioni. A navata unica, all’interno vi sono collocati tre importanti altari in marmi policromi. L’altare maggiore di Giovanni Francesco Bergamini, separato dalla navata tramite una balaustra in marmo bianco apuano, è finemente lavorato ed arricchito da un bel repertorio scultoreo, con tabernacolo superiore sormeontato da un tempietto a forma di cupola. A lato due Angeli reggi candelabro in marmo bianco da una bottega apuana del XVII secolo. Da due porte poste ai lati dell'altare si accede alla sagrestia. I due altari minori, anch’essi in marmi policromi di Alessandro Bergamini, Sopra l'altare di sinistra una pala di Domenico Fiasella detto il Sarzanino pittore di corte dei Malaspina raffigurante “La Predica di Sant'Antonio ai Pesci” c'era una seconda pala sempre dipinta dal Fiasella “Santa Chiara che predica ai Sarceni” ora andata perduta. Più complicata la storia e l'attribuzione di quello sull'altare di destra una pregevole pala del XV secolo ligure-lombarda raffigurante la Madonna del Carmine ora sull'altare laterale destro, con la Madonna del Carmine tra i santi Giovanni Battista, Giacomo, Pietro e Caterina e il beato Simone Stoch, in passato attribuita a Bernardino Luini, ma una seguente analisi vista la sua storia di opera su cui si lavorò in più tempi. Sicuramente cronologicamente a fianco della Madonna c'erano solo San Pietro e San Giacomo in epoca successiva si aggiunsero San Giovanni Battista e Santa Caterina d'Alessandria, da ultimo fu aggiunto ai piedi della Madonna il Beato Simone Stoch che la vista sembra quasi una immagine posticcia. Da apprezzare la Corona Gemmata sulla testa della Vergine ai lati supportata da due angioletti di pregevole fattura. A lato una pala di anonimo della scuola del Tintoretto. Per questo prese nome anche di chiesa del Carmine. Vi era annesso un convento di clarisse, dove molte delle donne di casato Cybo Malaspina finirono, tra cui la beata Teresa, figlia del duca Alberico II Cybo Malaspina. Nel XVII secolo ebbe molto rimaneggiamenti in seguito all'aumento di vocazioni, e ciò portò all'ingrandimento del coro, dovuto ciò anche una necessità liturgica. Infatti per privilegio apostolico vi si praticava l'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento con dodici suore di giorno e due di notte e per questo la chiesa era detta anche del Corpus Domini. Demolita nel 1806 la vicina chiesa di San Giacomo, nel 1808 ne assunse il beneficio parrocchiale. Vi si conserva anche un Miracolo di Sant'Antonio di Domenico Fiasella. Per decreto del direttorio della Repubblica Cisalpina le monache furono espulse già nel 1798 ed il convento utilizzato come caserma, funzione mantenuta anche alla Restaurazione. ​

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